Si è spento oggi, 6 agosto 2026, nella sua casa di Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano, Francesco Guccini. Aveva 86 anni. Con lui scompare una delle figure più autorevoli della cultura italiana del secondo Novecento. I funerali si terranno nei prossimi giorni in forma privata, come desiderato dalla famiglia.
Cantautore, scrittore e narratore, Guccini ha saputo attraversare oltre sessant’anni di storia italiana raccontandone sogni, contraddizioni e cambiamenti. Le sue canzoni, caratterizzate da testi profondi e ricchi di riferimenti letterari e storici, hanno accompagnato intere generazioni. Brani come La locomotiva, L’avvelenata, Canzone per un’amica, Eskimo, Dio è morto e Cyrano sono diventati pietre miliari della musica italiana.
Negli ultimi anni il cantautore conviveva con una grave maculopatia bilaterale che gli aveva quasi tolto la possibilità di leggere, una delle passioni che aveva alimentato la sua straordinaria produzione artistica e letteraria. Nonostante la malattia, aveva continuato a scrivere e a seguire con interesse il mondo della cultura.
Sul piano personale lascia la moglie Raffaella Zuccari, compagna di una vita, alla quale dedicò la celebre canzone Vorrei, e la figlia Teresa, nata dalla precedente relazione con Angela Signorini. La famiglia è sempre stata uno dei punti fermi della sua vita e fonte d’ispirazione per molte delle sue opere.
Oltre alla musica, Guccini ha costruito una brillante carriera come scrittore. Tra i suoi libri più celebri figura Croniche epafaniche, l’opera con cui esordì nella narrativa nel 1989. In questo libro autobiografico racconta l’infanzia trascorsa a Pavana durante la Seconda guerra mondiale, alternando la lingua italiana al dialetto pavanese, contribuendo a preservare una tradizione linguistica destinata a scomparire. Ha inoltre pubblicato numerosi romanzi, spesso scritti insieme a Loriano Macchiavelli, dimostrando una straordinaria versatilità artistica.
Francesco Guccini lascia un’eredità culturale immensa. Le sue canzoni, i suoi libri e il suo modo libero e autentico di raccontare la realtà continueranno a vivere nel tempo, ricordando a tutti il valore della parola, della memoria e del pensiero critico. Se ne va un grande artista, ma resta la voce di un autore che ha saputo trasformare la musica in letteratura e la letteratura in memoria collettiva.
