Nella storia dell’esplorazione spaziale, uno dei corpi celesti più peculiari è indubbiamente Titano, la luna più grande di Saturno. Già le sue dimensioni sono impressionanti: è la seconda luna più grande del Sistema Solare, dopo Ganimede, ed è più grande dello stesso Mercurio. Ha un’atmosfera più spessa della Terra con una pressione superficiale anche maggiore, ma fatta quasi interamente di azoto (N2) con un’impressionante quantità di metano (CH4), che sul nostro pianeta è quasi impercettibile.
Questa strana combinazione di pressione, temperature gelide e volume fa sì che su Titano avvenga il “ciclo del metano”, ovvero un vero e proprio processo, simile a quello dell’acqua, in cui il composto passa ciclicamente attraverso i tre stati di materia. Infatti, sulla sua superficie, sono stati osservati dei veri e propri mari di metano con le loro maree e correnti e nell’atmosfera esistono nubi di pioggia, forse anche di neve. L’unicità di questo mondo, però, deriva anche dalla sua composizione: si pensa, infatti, grazie a strumenti fisici che hanno misurato l’inerzia e il moto del pianeta, che Titano, sotto la sua superficie, abbia un oceano liquido di acqua. Quest’ipotesi non è stata ancora verificata e probabilmente non avverrà prima dei prossimi decenni, ma molti dati ricavati dalle sonde suggeriscono questa conclusione.
La presenza di questa massa d’acqua chiarirebbe molti dubbi sulla luna, come la possibile presenza di criovulcani e una superficie relativamente giovane nonostante la totale assenza di placche tettoniche e fenomeni geologici su larga scala. Diverse missioni sono in programma per l’esplorazione di questo lontano mondo, tutte previste per dopo il 2030, le quali puntano a chiarire i misteri di Titano – probabilmente scoprendone altri.
