A quasi tre anni dall’uscita di Oppenheimer, Christopher Nolan torna sul grande schermo con una nuova e ambiziosa pellicola: The Odyssey. Uscito nelle sale italiane il 16 luglio 2026, il film rappresenta l’adattamento cinematografico del celebre poema di Omero e racconta il lungo viaggio di Ulisse nel tentativo di fare ritorno a Itaca dopo la guerra di Troia.
La scelta dell’Odissea appare quasi naturale all’interno della filmografia di Nolan. La struttura del poema, caratterizzata da continui flashback e da una narrazione non lineare, si sposa perfettamente con lo stile del regista britannico, da sempre affascinato dalla manipolazione del tempo e della memoria. Pur mantenendo intatto lo spirito dell’opera originale, il film introduce alcune modifiche rispetto al testo omerico.
Tra le differenze più evidenti figura l’episodio di Polifemo, nel quale viene omesso il celebre stratagemma con cui Ulisse si presenta al ciclope con il nome di “Nessuno”. Anche l’incontro con la maga Circe viene reinterpretato: se nel poema la trasformazione dei compagni di Ulisse in porci avviene tramite pozioni magiche, nel film essa ricorre a veri e propri poteri soprannaturali, accentuando il carattere oscuro e inquietante del personaggio.
Tra gli episodi più riusciti spicca inoltre quello dedicato a Calipso, interpretata da Charlize Theron. La dea che trattiene Ulisse sull’isola di Ogigia assume un ruolo di grande importanza nella pellicola, diventando il simbolo della tentazione di abbandonare il proprio passato e rinunciare al ritorno in patria. La performance di Theron riesce a restituire tutta l’ambiguità del personaggio, sospeso tra amore, possesso e malinconia, contribuendo ad approfondire il conflitto interiore del protagonista.
Dal punto di vista tecnico, The Odyssey rappresenta una vera e propria dimostrazione di forza. Con quest’opera Nolan è diventato il primo regista della storia a realizzare un lungometraggio interamente girato con cineprese IMAX su pellicola 70 mm, impiegando circa 600 chilometri di pellicola e un budget di circa 250 milioni di dollari. Per superare il tradizionale rumore delle cineprese IMAX durante le riprese dei dialoghi, la produzione ha inoltre sviluppato una speciale cassa insonorizzata dal peso di circa 130 chilogrammi, una delle principali innovazioni tecnologiche del progetto.
Considerati gli ingenti investimenti e la cura maniacale della produzione, il risultato è un’opera capace di intrattenere ed emozionare senza tradire lo spirito del poema omerico. Tra i maggiori punti di forza spicca senza dubbio il cast: Matt Damon dà vita a un Ulisse tormentato ma determinato a ritrovare la propria casa; Tom Holland interpreta un Telemaco coraggioso e desideroso di riscattare il proprio regno; Anne Hathaway offre una Penelope intensa e profondamente umana, mentre Robert Pattinson tratteggia un Antinoo spregevole e manipolatore.
Altro grande pregio della pellicola è la straordinaria fotografia di Hoyte van Hoytema. Alla sua quinta collaborazione con Christopher Nolan, il direttore della fotografia valorizza gli spettacolari paesaggi della Sicilia e delle sue isole minori, trasformandoli in immagini di rara bellezza. Di grande impatto anche la colonna sonora composta da Ludwig Göransson. Il musicista, vincitore di tre premi Oscar, rinuncia all’orchestra tradizionale e realizza un accompagnamento sonoro utilizzando esclusivamente strumenti dell’antica Grecia, gong di bronzo, metalli di recupero e voci umane, dando vita a uno dei lavori più sperimentali della sua carriera.
Il film, tuttavia, non è privo di difetti. Alcuni dialoghi e determinate sequenze risultano eccessivamente dilatati, rallentando il ritmo della narrazione senza apportare un reale valore alla storia. Allo stesso tempo, Nolan sperimenta soluzioni stilistiche inedite rispetto alla sua filmografia: dalle suggestioni body horror della scena dedicata a Circe, alla brutalità dello scontro con Polifemo, fino all’atmosfera opprimente vissuta all’interno del cavallo di Troia.
In conclusione, la tredicesima opera di Christopher Nolan si conferma un grande kolossal epico, capace di tenere gli spettatori incollati alla poltrona per quasi tre ore grazie a una spettacolare messa in scena, a interpretazioni convincenti e a un comparto tecnico di altissimo livello. Pur concedendosi alcune libertà rispetto al poema originale e soffrendo di qualche inevitabile lungaggine, The Odyssey riesce a fondere spettacolarità visiva, profondità emotiva e rispetto dello spirito del mito classico. Un appuntamento imperdibile per gli amanti del grande cinema, che conferma ancora una volta Christopher Nolan come uno dei registi più innovativi e ambiziosi della sua generazione.
