Siamo soliti immaginare lo spazio intergalattico come un vuoto spento e immobile. In realtà, i fenomeni extragalattici sono molti e perfino più complessi di quanto si immagini. Uno di questi sono le galassie satelliti. Così come avviene per i pianeti, può capitare che le galassie abbiano dei satelliti che gli orbitano attorno. Rispetto alla loro controparte planetaria, queste piccole galassie non hanno le stesse orbite regolari e nella quasi totalità dei casi non hanno nemmeno una vera e propria struttura. Di solito, sono solamente qualche migliaio di anni luce in dimensioni – andando a rientrare nella categoria di galassie nane – e in numero di stelle variano tra poche migliaia a qualche miliardo. Tali non sono da confondere con gli ammassi stellari delle galassie, i quali, sebbene abbiano un numero pressoché simile di stelle (non raggiungendo i miliardi però), sono molto più concentrati ed hanno una struttura completamente diversa, nonché presentano l’assenza di materia oscura.
La nostra stessa galassia, la Via Lattea, ha numerose galassie satelliti ancorate gravitazionalmente ad essa: ben 61. Le due più famose sono la Piccola e la Grande Nube di Magellano. Quest’ultima è così massiccia da contenere venti miliardi di stelle, classificandosi come quarta nell’elenco delle galassie più grandi del nostro vicinato galattico. Studiare questi fenomeni cosmici non solo ci aiuta a capire su scala ridotta l’evoluzione delle galassie, ma ci fa comprendere anche come l’universo stesso era composto nelle sue epoche passate, in quanto certe galassie satelliti sono anche più vecchie di dieci miliardi di anni.
