Negli ultimi anni, la curvatura biomedica del liceo scientifico si sta affermando come uno dei percorsi più interessanti per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, soprattutto per chi è appassionato di scienza e medicina. Per comprendere meglio la struttura e le opportunità offerte, abbiamo intervistato la professoressa Anna Russo, referente dell’indirizzo.
“Professoressa, quali sono gli obiettivi principali di questo percorso e come viene organizzato durante l’anno scolastico?”
«L’obiettivo principale, in modo particolare, è quello di prestare una maggiore attenzione agli aspetti scientifici del percorso, con un approfondimento dell’anatomia e della fisiologia già dal terzo anno del liceo. Rispetto al percorso tradizionale, infatti, i ragazzi cominciano ad affrontare questi argomenti in anticipo. Inoltre, abbiamo la presenza di esperti esterni che sono dei MEDICI SPECIALISTI che ci accompagnano nella formazione, ma anche nella scoperta delle proprie passioni: può essere che un ragazzo del triennio si senta più portato verso la ricerca, quindi lavorare in un laboratorio, piuttosto che in un ospedale.
La formazione avviene a prescindere dalla scelta di quella che sarà poi l’università, poiché formiamo a trecentosessanta gradi. Poi, chiaramente, ci sono anche i PCTO a potenziare l’aspetto scientifico».
“La curvatura biomedica offre anche la possibilità di fare attività pratiche in laboratori? O anche di fare esperienze sul campo?”
«L’esperienza di laboratorio è presente sia a livello didattico, durante le ore curricolari, sia come esperienza presso laboratori universitari e strutture accademiche. Le competenze trasversali e per l’orientamento cominciano proprio a partire dal terzo anno, con circa novanta ore dedicate a queste attività. Da due anni abbiamo anche una convenzione con il Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli. Questo è importante perché quello che viene somministrato al paziente ha alle spalle una lunga storia: il farmaco che noi oggi prendiamo è stato analizzato, testato e modificato.
Per quanto riguarda l’organizzazione, ci siamo allineati alla sperimentazione nazionale: l’ora di logica è stata spostata al biennio, mentre dal terzo anno c’è un’ora in più di scienze a settimana, per un totale di quattro ore.
Anche l’accesso alle facoltà in ambito medico è cambiato, quindi risulta limitante focalizzarsi unicamente sul superamento dei test; per questo stiamo potenziando sempre di più il laboratorio e l’approccio alle scienze».
“Che consiglio darebbe a uno studente che sta pensando di iscriversi all’indirizzo scientifico con curvatura biomedica?”
«Semplicemente di non far spegnere il fuoco della passione per la scienza, anche se ci dovessero essere delle piccole difficoltà. Il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado è molto importante, tra cambiamenti e ansie da prestazione che bisogna trasformare in una forza positiva, affinché ci si possa spingere a fare meglio.».
Quest’intervista mostra come la curvatura biomedica non sia solo un percorso di studio, ma un’esperienza formativa completa, capace di accompagnare gli studenti nella crescita personale e nella scoperta delle proprie ambizioni future. In un contesto in cui le scelte universitarie e professionali appaiono sempre più complesse, percorsi come questo rappresentano un’opportunità concreta per orientarsi con maggiore consapevolezza, sviluppando non solo conoscenze scientifiche, ma anche spirito critico, responsabilità e collaborazione
