La sostenibilità è ormai uno degli obiettivi principali per contrastare i cambiamenti climatici e migliorare la qualità della vita nelle città. Dal 1994 Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, pubblica ogni anno il rapporto Ecosistema Urbano, che analizza le performance ambientali dei 106 capoluoghi di provincia italiani attraverso una serie di indicatori dedicati alla qualità dell’ambiente urbano.
Nell’edizione 2025, basata sui dati del 2024, nessuna città è riuscita a raggiungere gli 80 punti su 100. A conquistare il primo posto è Trento, con un punteggio di 79,78, seguita da Mantova (78,74) e Bergamo (71,82). In fondo alla graduatoria si trovano invece Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria, tutte al di sotto dei 25 punti. Anche Napoli occupa una posizione molto bassa, classificandosi al 103º posto.
Il rapporto valuta le città attraverso 19 indicatori, suddivisi in sei macro-aree: qualità dell’aria, risorse idriche, gestione dei rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Le città che guidano la classifica si distinguono soprattutto per l’elevata raccolta differenziata, l’efficienza della mobilità sostenibile, la buona gestione delle risorse idriche e gli investimenti nell’energia e nelle infrastrutture verdi. Restano invece criticità diffuse l’inquinamento atmosferico, il traffico, la dispersione della rete idrica e, in molti casi, la limitata disponibilità di spazi verdi e percorsi ciclabili.
Anche quest’anno emerge un netto divario tra Nord e Sud. Le prime dieci posizioni sono occupate esclusivamente da città del Nord Italia, mentre Cosenza, sedicesima, è la migliore tra i capoluoghi meridionali. Tra le grandi città spicca Bologna, nona in classifica, che si conferma il capoluogo metropolitano con le migliori prestazioni ambientali.
Per quanto riguarda Napoli, il 103º posto evidenzia le difficoltà ancora presenti nella qualità dell’aria, nella gestione della rete idrica e nella congestione del traffico. Nonostante i progressi compiuti nel potenziamento del trasporto pubblico e alcuni risultati positivi sul fronte energetico, il capoluogo campano continua a essere penalizzato da criticità strutturali che incidono sul punteggio complessivo.
Anche Pomigliano d’Arco sta compiendo alcuni passi verso una maggiore sostenibilità urbana. Negli ultimi anni il Comune ha investito nell’ampliamento delle piste ciclabili, nell’estensione delle zone a traffico limitato (ZTL) e in iniziative di sensibilizzazione ambientale rivolte ai cittadini. Pur non rientrando nella classifica di Ecosistema Urbano, riservata ai capoluoghi di provincia, questi interventi rappresentano segnali positivi per migliorare la qualità della vita e ridurre l’impatto ambientale del territorio.
Il rapporto conferma quindi che l’Italia sta compiendo passi avanti verso una maggiore sostenibilità urbana, ma mette anche in evidenza come il percorso sia ancora lungo. Ridurre l’inquinamento, migliorare la gestione delle risorse e investire nella mobilità sostenibile rappresentano le sfide principali per rendere le città italiane sempre più vivibili e resilienti.
